le opere
Di Eva in Eva
Donne della storia nei versi di Anna Pacifico
Tutto ebbe inizio da quel momento, da quel cibo amaro. E fu la storia, la nostra storia, di miserie e di morte, la difalta per la quale Dante piangeva la perdita dell'Eden.
Colpa di Eva- o Pandora - la disobbediente, la coscienza che vuole penetrare il segreto delle cose, rompere il cerchio che la esclude da una realtà altra di cui non riesce nemmeno a sospettare il volto, che osa farsi libera di varcare i confini di un Giardino la cui bellezza non basta più.
La coscienza che pone domande disgreganti e infide, scrive Anna Pacifico. E compie il passo fatale: entra nel tempo, e lo segna di colpa, rimorsi, rimpianti, dolore. Ma anche di un ardore di conoscenza, che nei secoli diventa per l'umanità conquista di spazi sempre più vasti, tentativo febbrile di carpire l'ultimo perché delle cose, a rischio non solo della vita, ma talvolta dello smarrimento di sé.
Il percorso della storia drammatica ed esaltante di questo pensiero ardente comincia da una donna, la madre di tutti noi che, proprio in quanto madre, ha trasmesso ai figli la sua stessa inesauribile voluttà di sapere, spinta fino alla trasgressione di ogni limite.
Eppure, nella storia sociale dell'umanità, il suo ruolo di madre ha finito per eclissare quello di pioniera della conoscenza.
Isolata e irrigidita entro le maglie della famiglia lungo un'infinita successione di secoli, Eva è stata emarginata da ruoli sociali, politici, culturali, conculcata nella sua intelligenza, nelle risorse della sua anima…
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