le opere
Filosofia e Poesia
Anna Pacifico presenta in queste pagine la sua singolare proposta di ‘counseling educativo-formativo’.
Perché la Filosofia non si discosti dal vivere concreto degli individui, l’autrice suggerisce una pratica filosofica, integrata dalle espressioni creative, denominata ‘Filosofia Integrata’.
Formula inedita, in cui la matrice critica del sapere sia costantemente compenetrata dall’agire creativo della persona, allo scopo di procurare stimoli fecondi per la riflessione è l’indagine introspettiva, punti di partenza per progredire nel linguaggio e nella vita di relazione.
Idee per una Filosofìa integrata
La Filosofia, al contrario di quanto si possa pensare, non ha perduto la sua ragione d'essere. Se nel corso del XX secolo abbiamo assistito ad una modificazione della Filosofia e alla disgregazione della sua 'integrità' a favore di una egemonizzazione epistemologica compiuta da questa o quella branca del sapere, è giunto il momento di cogliere i frutti prodotti dalle Scienze umane e dalle discipline scientifiche a sostegno dell'Umano.
La tecnica, elemento caratterizzante il fare e l’agire di uomini e donne, artefici di società ‘evolute’, ha richiesto e richiede risorse mentali e materiali sempre più complesse. Se il mondo si palesa, secondo una metafora ricorrente, come un testo in continua riscrittura, che va letto e interpretato con strumenti sempre più raffinati, capita a tutti, impossibilitati ad essere edotti in ogni settore del sapere, di sentirsi inadeguati a comprenderne e ad affrontarne la complessità. Riguardo alle decisioni da prendere sul lavoro, in famiglia, nella vita di relazione, ad esempio, tutti avvertiamo, il più delle volte, un senso di disorientamento, se non addirittura un certo sentimento di impotenza, fuorviati e assuefatti ai messaggi dei media. Imparare a riflettere sulla vita, per indirizzare correttamente le proprie scelte e agire nella società con sicurezza e serenità, diventa un'impresa sempre più ardua. Così, persino i semplici conoscitori di Filosofia come me vengono ricondotti d’impulso al compito primario della Filosofia, con l’auspicio di trovarvi soccorso.
I rapidi mutamenti dei sistemi sociali, delle tendenze e dei bisogni, orientati dai megagruppi finanziari, generano nei cittadini più consapevoli, abitanti il ricco Occidente, ansia e senso di frustrazione. Tra essi i giovani sono divenuti di sicuro i soggetti più fragili e bisognosi, dal momento che coscienza critica e senso di responsabilità sembrano essere fagocitati da tempi e modalità rispondenti per lo più ai criteri dell'efficientismo e della competizione di stampo aziendalistico. Occorre poi tener conto della scarsa incidenza, se non dell'assenza di una equilibrata educazione familiare e scolare; il sapere, così come viene oggi inteso, sembra orientato più alla facilitazione spicciola che al rafforzamento delle abilità intellettive. Far fronte ai bisogni della ‘massa’ sembra essere stato interpretato, nel nostro paese, in termini di fornitura di prodotti di ridotta portata culturale. Si è pensato a uniformare verso il basso, in definitiva, piuttosto che elevare l’offerta didattica, traendone risultati di gran lunga qualitativamente inferiori a quelli di altri paesi europei. Quali le risposte della massa? Sovversione, risentimento o abbandono.
E' evidente, pertanto, quanto sia necessaria la Filosofia come nuova forma di episteme, capace sia di far valere la sua irrequieta volontà di interrogarsi sulle cause e i significati degli eventi, sia di pensare proposte migliorative e soluzioni valide a soddisfare le esigenze culturali di uomini e donne che vivono questo difficile rapporto con il mondo ‘tecnomorfizzato’.
Integrare nella pratica filosofica le diverse espressioni artistiche e letterarie, quali la poesia, la letteratura, la musica e l'arte figurativa, credo sia possibile oltre che necessario, al fine di riutilizzare l’antica matrice della Filosofia, quella euristico-maieutica, e ridonarle il ruolo, che fu e dovrebbe esserle proprio, di mediatrice tra la vita tecnico-pratica e civile e l’esistenza della persona. Tale concetto di integrazione, fatto proprio il principio dell’interezza come plastica modalità dell’essere, trae l’auspicio che la conoscenza comparativa di diversi studi e di diversi approcci riferiti ad uno specifico problema possa allargare lo spettro delle possibilità risolutive di altri, se pur diversi problemi. Una corretta pratica di Filosofia integrata deve mirare a potenziare la capacità intellettuale-riflessiva, critico-analitica e creativa, stimolando la volontà e la memoria, rafforzando la coscienza individuale e il senso della vita di relazione. Momenti di elaborazione teorico-concettuale e momenti creativi sono di fatto correlati, e poter fare esperienza dei due momenti in una forma di integrazione produttiva, libera e cosciente, può costituire l'inizio di un percorso di analisi che consenta una disamina del nostro essere in tutte le sue varie componenti, delle quali il linguaggio ne è la più ampia risultanza. Assumendo quest'ultimo, pertanto, come 'termometro rivelatore' dello stato dell'essere, come non tener conto del fatto che esso, oltre alla sua funzione espressiva, esercita anche quella ordinatrice e selettiva nei confronti della realtà? In ogni espressione artistica è racchiusa una piccola verità intelligibile a condizione che si sappia leggerne la dinamica più profonda.
L'Informatica è oggi un referente comune a milioni di individui, ma quanto dell'interiorità viene da essa mediato e artefatto e quanto resta inespresso o male interpretato? Per non trascurare un aspetto fondamentale della vita aggregata, l'agire per la politica, che necessita di una più efficiente interrelazione tra le persone, in qualità di cittadini responsabili, capaci di esprimere in piena libertà i loro bisogni. Nozioni come misura, tempo, memoria meritano analisi valutative da parte dei singoli soggetti, protagonisti del loro tempo e della loro memoria. Concetti come quelli di salute e di malattia, di benessere, di amicizia sollecitano purtroppo toni enfatizzati e discorsi delatori e non vengono assunti come ‘temi-oggetto’ di valore e molte analisi sociologiche si esercitano nell’ambito ristretto dei sondaggi senza produrre soluzioni soddisfacenti alle profonde esigenze della persona e del suo vivere.
A ben riflettere, il dono di Prometeo sembra proprio per l’uomo, in quanto maschio, e soltanto per lui, quello di una techne finalizzata alla grandezza e all’esaltazione del ricevente, il quale la utilizza ancora, prevalentemente, per la propria affermazione e il proprio tornaconto. Pandora, usata da Giove per mettere a punto la sua vendetta contro Prometeo, lasciò purtroppo sul fondo del vaso la speranza, unica atta a bilanciare i mali. E la speranza non è altro che desiderio di ri-creare il proprio essere, di ri-pensare la propria relazione col mondo. Ora io penso che l’arte, che è creazione e compimento di quello che in noi si è spezzato o è andato deluso, possa proporre alla lettura attenta dell'animo fatti e circostanze, idee e sentimenti, poi che in essa è data, quando è vera arte, la fusione di poesis e techne, e per essa è possibile che il passato ritorni e che il conforto sia dato. “Rivivere quel che ho vissuto è il mio anelito/non vivere di nuovo la nuova vita:/fa’ che verso un eterno ieri intraprenda/il mio volo e mai giunga alla partenza,/giacchè, o Signore, non hai altro cielo/che colmi la misura della mia gioia.” Così recitano gli splendidi versi di M. de Unamuno (Il mio cielo).
E' evidente il trovarsi dei singoli nel mondo contemporaneo in una ambigua condizione di vicinanza e allo stesso tempo di separazione dai loro prodotti, nonché dagli accadimenti come dagli affetti; tutto il nostro fare è imposto e disposto entro lo schema preordinato: stupire-ingannare-realizzare-profitto. Passioni e utopie rischiano, pertanto, di essere convogliate nel magma del 'divenire', senza che questo assuma ai nostri occhi valore e significato (come Filosofia vuole). “Mentre la vita si riempie di strumenti tecnici, l’anima e il cuore rimangono vuoti”, profetizzava Maria Zambrano. Tutto, infatti, sembra mosso da gruppi di interesse in grado di manovrare ogni nostro volere. Persino il Grande Fratello, nella veste di un'accattivante format televisivo, è riuscito a rendere meno spietato il recondito e bieco proposito paventato da Orwell. Se ogni concetto viene abilmente smontato e defraudato della sua portata etica e restituito il più delle volte dai media in chiave ludica o sarcastica, il nostro animo non può che a poco a poco sentirsi sminuito e ‘svuotato’. Da qui il rischio della perdita delle identità, traducibile in perdita di veridicità. Identità, spesso pericolosa miscela di fanatismi xenofobi, è invece aderenza del pensiero della persona ai bisogni della vita, che presume consapevolezza e impegno nella relazione con l’altro, e che dell’integrità esalta il tratto dell’ eccellenza e non quello della supremazia.
I testi poetici che si alternano alla prosa, forniscono in queste pagine un esempio di integrazione: la poesia esprime il senso profondo del discorso, intrapreso e condotto per quel sentito che nel verso si offre con voce altra e che rende la misura del dire secondo il principio dell’universalità. Niente più della poesia esprime l’universale, il senso ultimo e profondo del ragionamento. Laddove il discorso (di stampo filosofico) ‘s’inebria di assoluto’, la poesia lo stempera con l’ispirazione. L’ansia sistematica finisce per combaciare con la sintesi del verso e il dire si presenta all’animo con maggiore vivacità e completezza. Il lettore dovrebbe poter avvertire l’unione, l’abbraccio tra l’una e l’altra forma, e da questa trarre ispirazione per dar voce ad una nuova parola, la propria, fonte e medium di altra ispirazione. Se l’intelligenza accoglie l’anima nella Filosofia, l’anima assimila l’intelletto attraverso la Poesia, insegna Zambrano. Scopo di questo lavoro, parto di condivisione di tale sperimentato sentire, è quello di dare testimonianza della magica, ciclica fusione, per cui ‘i desideri più segreti si placano e la vita trova il suo specchio fedele’.
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