le opere
Tutto il tempo da vivere
And good men’s lives expire
bifore the flowers in their caps
E i buoni muoiono prima dei fiori sui cappelli
(Skakespeare, Macbeth)
Come non lasciarsi "frantumare" dagli stimoli disorientanti provenienti dall'esterno: ‘questo è il problema’… intorno al quale viene tessuto il dialogo tra la scrittrice e un misterioso interlocutore.
Memoria, luogo dell'immaginazione, e identità del soggetto costituiscono un'unità imprescindibile qua¬lora si voglia eliminare il rischio, sempre più incomben¬te, di una possibilità di distacco da un rapporto diretto e organico con la realtà, data la nuova situazione del con¬sumo audiovisivo e tecnologico che sembra tendere a so¬stituire la nozione di immaginario con quella di pura e semplice registrazione di dati, notizie e accadimenti, tutti equivalenti, tutti omogeneizzati dalla quantità e dall'in¬serimento in un flusso temporale continuo e frenetico.
«Quello del ricordo mi si presenta come uno spazio caotico nel quale è bene che ciascuno faccia ordine. Un "caos razionale" però, se raffrontato talvolta con l'irrazionale normatività del sentire e noi siamo qui a fare da particelle aggreganti, noi che molto spes¬so rischiamo di ridurre il cosmo al nostro piccolo mon¬do, ricettacolo di ansie e di paure, trascurando di li¬berare il pensiero, o piuttosto di farlo funzionare.»
L'invito è quello di individuare ciò che per ciascu¬no di noi costituisce la radice di tutto il tempo da vivere.
La narrazione, dove non mancano spunti di riflessione e di analisi psicologica, si segnala per l’espressione fluida e scorrevole che si apre a suggestioni profonde.

Le sette tavole illustrate contenute nel romanzo
e l'impaginazione sono della pittrice Danila Ronzo
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